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Indicatori

Il lavoro di revisione del set di indicatori definito nel corso del precedente triennio e l'adeguamento ai nuovi elenchi europei sono al centro delle attività del Centro Tematico Nazionale Natura e Biodiversità , finalizzato anche alla produzione dell'Annuario APAT dei dati ambientali.

Questo obiettivo del CTN si propone di individuare gli indici e gli indicatori relativi alle tematiche di competenza tenendo conto dell'analogo insieme di parametri alla base della elaborazione dei rapporti sullo stato dell'ambiente a livello europeo e delle integrazioni necessarie derivanti dalle peculiarità nazionali.

Gli indicatori sono strumenti capaci di sintetizzare informazioni complesse in un dato d'immediata comprensione e rispondono perciò all'esigenza di poter esprimere un giudizio, anche se largamente orientativo sullo stato dell'ambiente. L'indicatore ideale dovrebbe possedere una serie di requisiti, tra i quali: semplicità e immediatezza di comprensione, efficace rappresentazione sullo stato dell'ambiente, validità universalmente riconosciuta, idoneità a delineare l'andamento temporale e, non da ultimo, facile reperibilità dei dati necessari per elaborazione. E' doveroso però precisare, che, nella pratica, non tutti i criteri possono essere soddisfatti contemporaneamente, quindi questi requisiti costituiscono semplicemente un riferimento a cui tendere, e non una rigida costrizione.

Va sottolineato che nell'ambito delle attività connesse esiste una enorme mole di dati, sebbene eterogenei. Ci si è posti perciò preliminarmente l'obiettivo di produrre indicatori in grado di descrivere le informazioni ambientali che rivestono oggettivamente maggiore importanza.

Tutti gli indicatori formulati si possono inquadrare secondo il modello DPSIR “ Determinanti –Pressione –Stato-Impatto-Risposta” proposto dall'Agenzia Europea dell'Ambiente (EEA), in cui quelli relativi alle determinanti sono prevalentemente sviluppati a cura di APAT come tema trasversale comune a tutti i Centri Tematici Nazionali.

Gli indicatori di Driving Force identificano i fattori sottesi e connessi al trend di sviluppo che influenzano le condizioni ambientali.

Gli indicatori di Pressione individuano le variabili direttamente responsabili (o quelle che possono esserlo) di degrado ambientale.

Gli indicatori di Stato sono descrittivi; delineano le condizioni in cui versa l'ambiente all'istante considerato e servono per valutare il reale grado di compromissione dell'ambiente.

Gli indicatori di Impatto rendono esplicite le relazioni causa-effetto tra pressioni, stato ed impatti.

Gli indicatori di Risposta esprimono gli sforzi operativi compiuti dalla società (politici, pianificatori, cittadini) per migliorare la qualità di vita e dell'ambiente.

D (Driving force)

MOBILITA' URBANIZZAZIONE ATTIVITA'ECONOMICA NEI SETTORI PRIMARI, SECONDARIO E TERZIARIO CAMBIAMENTI CLIMATICI

 

P (Pressione)

INFRASTRUTTURE E TRAFFICO

AREE URBANIZZATE

ALTERAZIONE DI RISORSE PRIMARIE PER:

  • ATTIVITA' INDUSTRIALI
  • ATTIVITA' AGRO-SILVO-PASTORALI
  • MONOCOLTURA
  • ABBANDONO
  • CACCIA
  • PESCA
  • TURISMO
  • EVENTI INQUINANTI

 

S (Stato)

CONDIZIONE DI SPECIE E DI HABITAT

 

I (Impatto)

PERDITA DI BIODIVERSITA' PER:

  • DISTRIBUZIONE O ALTERAZIONE DI HABITAT
  • SCOMPARSA DI SPECIE
  • ALTERAZIONE DI POPOLAMENTI SENSIBILI

 

R (Risposta)

ATTIVITA' DI RICERCA

MODIFICA ED IMPLEMENTAZIONI DI NUOVE LEGGI PER DIMINUIRE O CONTROLLARE LE MINACCIE

ISTITUZIONE DI AREE PROTETTE

PROTEZIONE DEL PAESAGGIO

TUTELA E VALORIZZAZIONE DELLA MONTAGNA, DELLE COSTE E DEL MARE, DELL'AGRICOLTURA

Il set di indicatori del CTN-NEB è costituito da 70 indicatori così suddivisi tra la diverse tematiche: 30 per la Biodiversità, 10 per Effetti dei cambiamenti climatici sull'ambiente, 12 per zone protette e zone umide, 6 per le Foreste, 7 per il Paesaggio, 5 per Agricoltura ecosostenibile e OGM.

A titolo di esempio si riportano, in estrema sintesi, tre indicatori, afferenti a tre diverse aree tematiche (Foreste, Biodiversità, Zone protette, Zone umide).

1 Entità degli incendi boschivi

Indicatore di impatto che descrive il fenomeno degli incendi boschivi, ne evidenzia l'entità dell'impatto e l'andamento nel tempo a partire dal 1970.

Grafico sull'entità degli incendi boschivi

Il fenomeno presenta un andamento altalenante con anni particolarmente critici (anni 80) durante i quali si sono raggiunti picchi sia per quanto riguarda il numero degli incendi (14.500 nel 1981, oltre 18.500 nel 1985) sia per l'espansione totale percorsa dal fuoco (229.850 ettari nel 1981 e 190.640 ettari nel 1985).

Si osserva una lieve mitigazione del fenomeno negli ultimi tre anni con una generale diminuzione del fenomeno sia del numero di incendi (da oltre 8.500 a 4.600), sia nell'estensione media dell'incendio (da 13,34 a 8,87 ettari).

La tipologia di bosco interessata maggiomente dagli incendi è il governo a ceduo seguito da macchia mediterranea e dalle fustaie a conifere.

2 – Livello di minaccia di specie animali

L'indicatore di stato/impatto che descrive il grado di minaccia per la biodiversità ambientale (vertebrati) sull'intero territorio nazionale.

Livello di minaccia di alcune specie animali

Dall'analisi delle specie animali si evidenzia che oltre il 70% dei vertebrati risulta minacciato, le percentuali maggiori si riscontrano tra i Pesci (87%), Anfibi (84%) e rettili (73%) per i quali un numero rilevante di specie si trova difronte ad un alto rischio di estinzione nell'immediato futuro.

I principali fattori di minaccia che gravano sullo stato delle specie riguardano soprattutto le trasformazioni e le modificazioni dell'habitat naturale (44%), l'uso dei pesticidi e l'inquinamento delle acque (25%), il bracconaggio e la pesca illegale (23%).

In definitiva si delinea un quadro di pesante alterazione faunistica che peraltro si riscontra anche in molti altri paesi del mondo.

3 – Pressione antropica in zone umide di interesse internazionale

Indicatore di pressione che valuta l'entità dell pressioni che potenzialmente interferiscono con lo stato di conservazione delle zone umide di interesse internazionale (convenzione di Ramsar).

Grafico pressione antropica

L'indice di pressione antropica, derivante dalla sommatoria di tre indici parziali relativi all'urbanizzazione, all'attività agricola e all'infrastrutture di vie di comunicazioni, evidenzia una distribuzione delle aree umide, ben 19 su 46, nelle classi con valori medio-alti (classi III e IV). Le situazioni più critiche si riscontrano nelle valli del Micio in Lombardia e nelle Saline di Cervia in Emilia Romagna con valori dell'indice più alti in assoluto (13). Le condizioni di minor stress antropico con valori dell'indice non superiori a 6, si osservano nel Lago di Tovel in Trentino, il Lago di Barrea in Abruzzo e Pian di Spagna-Lago di Mezzola, all'inizio del Lago di Como.

Tale situazione evidenzia le condizioni di precario equilibrio in cui si trovano questi ambienti estremamente sensibili e continuamente minacciati dall'attività antropica circostante.

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