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Pubblicazioni

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Annuario APAT dei dati ambientali

Testo

 

L'Annuario è una pubblicazione con periodicità annuale, dei principali elementi conoscitivi, atti a caratterizzare lo stato oggettivo e tendenziale dell'ambiente, sia in relazione alla qualità delle diverse matrici ambientali, sia in riferimento ai fattori di pressione esercitate su dette qualità.

L'ANPA (oggi APAT) e le Agenzie Regionali (ARPA) e Provinciali (APPA) hanno considerato, fin dal momento della sua progettazione, il nuovo sistema nazionale conoscitivo e dei controlli ambientali come uno strumento di importanza strategica per un corretto ed efficace svolgimento di uno dei principali compiti del Sistema agenziale: la raccolta, l'elaborazione e la diffusione dei dati e informazioni ambientali a supporto della pianificazione e attuazione delle politiche ambientali.

Sono stati arricchiti i tematismi ambientali e introdotti in maniera esplicita i settori produttivi , fornendo dati oggettivi e tendenziali sulle principali “cause prime” o determinanti ( driving) delle pressioni ambientali. E' stato altresì inserito, nell'attuale edizione, un capitolo dedicato ai controlli ambientali , con il quale si intende rappresentare, anche se al momento in maniera molto embrionale,uno dei fattori di risposta per fronteggiare l'impatto ambientale.

Un significativo miglioramento dei metadati (caratterizzazione dell'indicatore) è stato ottenuto con l'introduzione del livello di qualità dell'informazione per ciascun indicatore.

Complessivamente sono stati popolati e rappresentati, in molti casi con articolazione territoriale sia con serie storiche, circa 160 indicatori contro i 100 dell'edizione prototipale.

Per favorire la divulgazione sono state confezionate tre diverse versioni:

  • una versione integrale in lingua italiana contenente tutti gli indicatori,
  • due volumi di dimensioni molto più contenuta. Differenti solo per la lingua, uno in lingua italiana, l'altro in lingua inglese, questi presentano una selezione mirata di 160 indicatori dell'Annuario, con l'obiettivo di fornire un quadro di sintesi, per quanto possibile accurata ed efficace, delle condizioni dell'ambiente in Italia, con il vantaggio di una più rapida divulgazione.

 

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La valutazione dei dati e delle reti di monitoraggio ambientali
(RTI CTN_CON 3/2001)

Indice

Testo
Abstract

Il rapporto è costituito da due parti. La prima parte prende in considerazione le principali problematiche relative alla valutazione dei dati statistici, con particolare riferimento a quelli territoriali e ambientali.

Vengono anche proposte specifiche “Linee guida per la bonifica e la qualificazione dei dati e la validazione dei dataset”.  

Nella seconda parte il rapporto illustra i risultati di primo censimento delle reti di monitoraggio esistenti sul territorio nazionale effettuato dal CTN_CON nell'ottica di elaborare indirizzi e criteri per lo sviluppo e la realizzazione di reti di monitoraggio a livello nazionale per le tematiche di competenza. Lo status delle reti censite è disomogeneo e l'individuazione di potenzialità e criticità appare una prerogativa irrinunciabile per la costituzione di una rete nazionale che si configura sempre più chiaramente come una “rete di reti”. 

In particolare il rapporto presenta:

  • una descrizione delle reti censite;
  • una definizione degli aspetti metodologici alla base delle valutazioni espresse sulle singole reti;
  • una scheda di valutazione delle reti;
  • le schede di valutazione delle reti considerate;
  • uno schema riassuntivo di valutazione delle reti.
Autori M.T. Gabardi, P. Fabbri, G. Negrini, A. Peano, A. Mammoliti Mochet, U. Morra di Cella, C. Trèves
Data 2001
copyright © ANPA - Dipartimento Stato dell'Ambiente, Controlli e Sistemi Informativi  
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(RTI CTN_CON 3/2001)

 

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Introduzione al progetto della rete di monitoraggio per la biodiversità e gli effetti dei cambiamenti climatici sull'ambiente naturale 
(RTI CTN_CON 2/2001)

Premessa e Indice

Testo
Abstract

Il quadro di informazioni ambientali attualmente disponibili per applicare il set di indicatori elaborato dal CTN_CON risulta insufficiente per definire uno scenario aggiornato ed esauriente dei fattori più complessi che caratterizzano la biodiversità e il paesaggio. Per raggiungere questo obiettivo, fondamentale strumento di gestione ambientale, è necessario avviare un programma di monitoraggio finalizzato ad attivare un flusso di dati destinati a completare quelli attualmente disponibili. Anche se una rete di monitoraggio della biodiversità fornisce risultati in una prospettiva a medio - lungo termine, è essenziale stabilirne struttura, finalità e procedimenti operativi in grado di garantire una ripetibilità del monitoraggio e una selezione adeguata di oggetti da monitorare rappresentativi dell'andamento dell'intero sistema. 

La costruzione di una rete di monitoraggio della biodiversità è un tema di grande attualità, dibattuto nei contesti di conservazione europei e internazionale, e non rappresenta una semplice integrazione alle banche dati già esistenti, ma ha come oggetto diretto la consistenza dello stock biologico, le popolazioni, la diversità degli ecosistemi e la dinamica dei parametri ecologici che la regolano, nonché la consistenza dei paesaggi che caratterizzano il nostro territorio. 

A fronte di un'effettiva carenza di informazioni, così come avviene anche in altri paesi (Svizzera, Olanda, Scandinavia), il CTN_CON ha costituito un Gruppo di progetto della Rete di monitoraggio della biodiversità e dei cambi climatici in Italia. Il Gruppo, costituito da esponenti del mondo accademico esperti nei temi di conservazione della natura, ha avuto il compito di produrre questo rapporto tecnico allo scopo di definire un quadro preliminare relativo a obiettivi e utenza della rete di monitoraggio della biodiversità, struttura della rete, soggetti attuatori e ruolo operativo del sistema agenziale; oggetti da monitorare e relativi metodi di indagine; campione significativo a livello nazionale. 

In questa prima fase, il Gruppo di progetto ha focalizzato la propria attenzione sull'architettura generale della rete e sulla componente biodiversità mentre, per l'aspetto degli effetti dei cambi climatici sui sistemi naturali e seminaturali, è stato attivato uno specifico caso studio che affronta la tematica da un punto di vista esplicitamente applicativo (monitoraggio dei corpi glaciali e delle variazioni areali di taxa vegetali in ambiente montano).Inoltre, in questa fase preliminare del progetto, la matrice marina è stata presa in considerazione solo marginalmente, demandando a casi studio una prima rassegna delle problematiche in gioco. 

Relativamente alla tematica biodiversità, sono stati attivati anche alcuni casi studio, gestiti anche dalle ARPA della compagine del CTN_CON, per individuare le principali problematiche operative e gestionali legate all'attuazione della rete di monitoraggio della biodiversità. Infatti, è importante che al più presto siano definite capacità e potenzialità di intervento, sia in termini di conoscenze scientifiche di base sia in termini organizzativi, delle ARPA e delle APPA che dovrebbero essere i soggetti attuatori della rete. Alcune schede sintetiche dei casi studio sono presenti in allegato. 

Il progetto di rete illustrato nel rapporto, a tutti gli effetti preliminare, è strutturato per potersi relazionare in un futuro prossimo con le altre iniziative di monitoraggio della biodiversità in Italia e in Europa e con la volontà di definizione di un programma europeo di monitoraggio, espresso ormai a vari livelli, dall'Agenzia europea per l'ambiente al consesso scientifico.  

Il progetto si propone di definire un network informativo delle variazioni della biodiversità a fini gestionali e non vuole costituire una rete di monitoraggio di tipo esclusivamente scientifico. La proposta di rete parte dall'assunto che gli equilibri dei sistemi naturali e seminaturali e la loro ricchezza biologica dipendano fortemente dall'andamento di driving forces che interferiscono ormai permanentemente sui sistemi e sulla loro capacità di risposta. L'interesse del progetto è indirizzato a raccogliere informazioni relative a “come, quando e quanto” i sistemi reagiscano a sollecitazioni principalmente antropogeniche.
Autori S. Pignatti, L. Boitani, V. Cuomo, R. Gambino, S. Malcevschi, A. Mammoliti Mochet, A. Peano, C. Trèves
Data 2001
copyright © ANPA - Dipartimento Stato dell'Ambiente, Controlli e Sistemi Informativi  
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(RTI CTN_CON 2/2001 )

 

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Le piante come indicatori ambientali - Manuale tecnico-scientifico 
(RTI CTN_CON 1/2001)

Introduzione e Indice

Cap.1) La filosofia di base

Cap.2) Livelli di analisi

Cap.3) Strumenti di analisi

Cap.4) Il caso Italia

Cap.5) Risultati e Applicazioni

Cap.6) Esempi di bioindicazione

Bibliografia
Abstract

L'idea di utilizzare la presenza di certi esseri viventi per definire le caratteristiche del territorio non è nuova: nell'Italia mediterranea si fa da tempo una netta distinzione tra la zona della vite e la zona dell'ulivo, nelle Alpi ci sono le valli del pino silvestre. In questi casi, la presenza di un albero permette di riassumere una serie di indicazioni che altrimenti sarebbe difficile, talora anzi impossibile, quantificare in maniera rigorosa. Anche gli animali vengono spesso utilizzati a questo scopo, ad es. la presenza di pesci ed altri organismi acquatici per definire le caratteristiche dell'ambiente marino e lagunare oppure delle acque interne. In tutti questi casi, la presenza di un singolo organismo, facilmente osservabile, è sufficiente ad indicare l'esistenza di caratteristiche complesse: la presenza dell'ulivo nel paesaggio agrario indica un ambiente al riparo da gelate primaverili, la presenza della trota nel torrente alpino è indice di acque ben ossigenate.

Dal componente biologico dell'ecosistema è dunque possibile ricavare la bioindicazione, cioè un'informazione sui fattori che regolano la vita nell'ecosistema stesso. Oggi vi è molto interesse verso una migliore conoscenza dei cicli ambientali ed è chiaro che i bioindicatori e la bioindicazione possono fornire un contributo importante. Qualsiasi tipo di organismo può rappresentare - potenzialmente - un bioindicatore, quando venga correttamente inserito nel contesto dell'ecosistema.

Il lavoro si propone, in questo quadro, di far conoscere le possibilità di bioindicazione che vengono offerte dal mondo vegetale, come introduzione ad una problematica più ampia, che potrebbe investire molti altri gruppi di viventi. Esso rappresenta una trattazione sintetica ed informativa delle esperienze che si sono accumulate negli ultimi anni sull'uso dei vegetali come indicatori di processi ambientali. Per meglio circoscrivere l'argomento ci si è limitati ai vegetali superiori e soprattutto a quelli terrestri.

l manuale si rivolge soprattutto a chi opera sul territorio con lo scopo di far conoscere le possibilità di bioindicazione attraverso la vegetazione, come risultano dalle esperienze finora realizzate e dall'applicazione di sistemi di riferimento di significato generale. Per il nostro paese, una visione sintetica su questi argomenti finora mancava. Quanto qui esposto va letto come un contributo a presentare il problema della bioindicazione in una visione unificata: questo permette di introdurre il discorso sulla gestione dell'informazione attraverso banche dati così da arrivare ad un sistema conoscitivo per l'ambiente. E' prevedibile che questa problematica possa venire sviluppata in veri e propri manuali operativi, ad es. per i problemi forestali oppure per gli effetti del cambio climatico, come viene delineato nelle schede che concludono il volume.

Autori S. Pignatti, P. M. Bianco, G. Fanelli, S. Paglia, S. Pietrosanti, P. Tescarollo
Data 2001
copyright © ANPA - Dipartimento Stato dell'Ambiente, Controlli e Sistemi Informativi  
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(RTI CTN_CON 1/2001)

 

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Atti del Seminario CTN_CON "Biodiversità: monitoraggio e indicatori ambientali". Saint Vincent (AO), 22/23 ottobre 2001 )

Indice.

Sessione 1) Natura e Biodiversità in ambito nazionale e internazionale .

 

Sessione 2) La raccolta dei dati:
la rete di monitoraggio della biodiversità e dei cambiamenti climatici.

Sessione 3) La raccolta dei dati:
esperienze di  organizzazione delle reti di monitoraggio.

Sessione 4) L'organizzazione dei dati e la definizione degli indicatori per il SINAnet.
Abstract

Nel lavoro sono riportate le comunicazioni al Seminario che il CTN_CON ha organizzato a conclusione del proprio triennio di attività, con l'intento di fornire un quadro ampio e organico delle iniziative e dei progetti che a diversi livelli, da quello internazionale ed europeo a quello nazionale, interessano il complesso argomento dell'organizzazione e della messa a sistema delle informazioni e delle conoscenze.

Nel corso del Seminario sono state presentate le attività e i prodotti realizzati, delineando le future linee d'azione e gli indirizzi operativi ed evidenziando le sinergie con gli altri Centri Tematici, in particolare per quanto riguarda il monitoraggio ambientale.

l Seminario ha rappresentato un'opportunità per diffondere, quanto più capillarmente possibile, i risultati raggiunti dal progetto, per focalizzare le effettive prospettive di sviluppo e per definire al meglio le linee direttrici in vista di una prosecuzione dell'iniziativa.

Autori  
Data 2001
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Selezione di indicatori ambientali per i temi relativi alla biosfera
(RTI CTN_CON 1/2000)

 

Testo

schede Indicatori:

Indicatori T12)

Indicatori T13)

Indicatori T14)

Indicatori T15) Agricoltura

Indicatori T15) Caccia e turismo

Indicatori T15) Foreste

Indicatori T15) Pesca

Indicatori T16)

Indicatori T17)
Abstract

Il documento rappresenta la conclusione dell'attività di selezione di un set qualificato di indicatori ambientali relativi all'insieme delle tematiche che fanno capo al Centro Tematico Nazionale Conservazione della Natura. L'individuazione di un set minimo di indicatori facilmente e rapidamente applicabili è uno degli obiettivi prioritari attribuiti a tutti i Centri tematici istituiti dall'ANPA fin dall'avvio della loro attività nell'ambito del SINAnet.

Il lavoro si è sviluppato in due fasi principali. La prima è iniziata nell'estate del 1999 e si è conclusa con il rapporto raccolto in “Il monitoraggio dello stato dell'ambiente in Italia” edito da ANPA nel 2000. Esso ha portato, a partire da una prima lista ragionata di 334 possibili indicatori, all'individuazione di una selezione di circa 200. Questi sono stati definiti a seguito di un'analisi critica degli indicatori normalmente utilizzati a livello europeo, come quelli dell'OECD e di EUROSTAT, o indicati in studi nazionali e internazionali oppure, in rari casi, frutto di formulazione originale, basata sull'esame della domanda di informazione contenuta nella normativa ambientale.

Valutando non sufficientemente sintetico quanto elaborato nella prima fase e ritenendo che il risultato della selezione di indicatori avesse come limite principale il riferimento unico ad indicatori di tipo puramente quantitativo, spesso non adeguati alla complessità delle tematiche legate alla biodiversità e alla conservazione della natura, si è ritenuto utile procedere ad una fase di discussione e di ulteriore vaglio. Lo scopo è stato quello di ricercare un numero di indicatori prioritari effettivamente esaustivi per descrivere sinteticamente le condizioni ambientali prese in esame e di affiancare a questi una serie di indicatori di “complemento” che permettono di meglio definire specifiche problematiche o che possono essere considerati ancora in progress, in attesa di ulteriori precisazioni, possibili solo in una fase di concreta applicazione, con l'effettiva disponibilità dei dati.

Su queste basi, si è svolta una serie di incontri seminariali tenutisi nel 2000 a Matera, Roma e Aosta, ai quali ha partecipato l'intera compagine del Centro Tematico, oltre a coloro che in ANPA avevano dimostrato interesse al dibattito metodologico in corso. Infatti, per poter procedere, è indispensabile che l'architettura metodologica sia effettivamente fatta propria da tutti coloro che nel CTN operano.

Il lavoro svolto ha permesso di trovare un accordo sulla selezione finale degli indicatori prioritari e di delineare i principi generali per la messa a punto di una nuova rete di monitoraggio per il tema biodiversità.

Autori S. Pignatti, P. Menegoni, P. Fabbri, R. Gambino, A. Peano, G. Negrini, M. Ottanà con la collaborazione di A. Mammoliti Mochet, U. Morra di Cella, C. Trèves
Data 2001
copyright © ANPA - Dipartimento Stato dell'Ambiente, Controlli e Sistemi Informativi  
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(RTI CTN_CON 1/2000)

 

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Indicatori per il reporting sulla biosfera

Introduzione

Elenco indicatori

Schede di descrizione degli indicatori (Parte 1)

Schede di descrizione degli indicatori (Parte 2)

Schede di descrizione degli indicatori (Parte 3)

Schede di descrizione degli indicatori (Parte 4)

Abstract

Il CTN NEB ha raccolto l'eredità lasciata dal precedente CTN CON procedendo sulla strada della costruzione di un sistema informativo riguardante i temi della biosfera.

Il centro si occupa di biodiversità, parola che riassume non solo la ricchezza genetica, di specie, di habitat e di paesaggi presenti in un dato territorio ma anche il quadro di riferimento per le riflessioni riguardanti le interazioni tra l'uomo e le altre specie viventi e l'ambiente naturale.

Grande importanza è stata rivolta alla definizione di un nuovo set di indicatori utili per le attività di reporting nazionale ed europeo che fossero facilmente elaborabili a partire dalla informazioni disponibili, ma che soprattutto rispondessero efficacemente alla domanda informativa proveniente da quanti governano il territorio e dal pubblico.

Il ricorso all'indicatore è indispensabile quando non è possibile provvedere, per la numerosità dei parametri da rilevare, per l'onere delle risorse richieste e per i tempi necessari, alla raccolta sistematica ed esaustiva di tutte le informazioni utili per delineare un quadro completo delle condizioni ambientali.

Per la definizione di un set di indicatori, si fa riferimento ai due più recenti documenti di indirizzo a livello rispettivamente europeo e nazionale: il Sesto programma comunitario di azione in materia di ambiente e la Strategia d'azione ambientale per lo sviluppo sostenibile in Italia. Entrambi i documenti, oltre a definire un quadro generale di intervento e le priorità d'azione, pongono al centro dei sistemi informativi il concetto di indicatore quale strumento idoneo per organizzare l'informazione ambientale.

Questo lavoro “ Indicatori per il reporting sulla biosfera ” ha preso in considerazione i documenti di indirizzo generale per definire i parametri tematici della selezione. La struttura generale è basata sulla metodologia definita in ambito SINAnet per l'organizzazione del sistema degli indicatori secondo gli schemi logici messi a punto dall'Agenzia Europea per l'ambiente, quali lo schema logico DPSIR e la piramide MDIAR.

Il processo di revisione in corso a livello europeo ha infine suggerito alcune modalità di lavoro adottate fin dalle prime fasi della selezione. Il precedente documento del CTN CON “Selezione di indicatori ambientali per i temi relativi alla biosfera”costituisce una base di riferimento sempre valida, a cui si rimanda per la trattazione delle metodologie generali sugli studi degli indicatori.

Il risultato del lavoro è la selezione di settanta indicatori articolati in sei tematiche diverse con filo conduttore comune la biodiversità.

Ogni indicatore è definito attraverso una scheda che ne precisa gli obiettivi conoscitivi, le modalità di elaborazione, la qualificazione dei dati di riferimento, i limiti.

Autori A. Mammoliti Mochet, U. Morra di Cella, C. Treves, A. Bari, M. Casotti, D. Commodari, G. Scalzo, E. Sciarretta, B. Serra, V. Raineri
Data 2003
copyright ©

APAT - Agenzia per la protezione dell'ambiente e per i servizi tecnici

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Metodi di raccolta dati in campo per l'elaborazione di indicatori di biodiversità

Testo

Schede (Parte 1)

Schede (Parte 2)

Abstract

Le tecniche di raccolta, prima ancora che gli stessi dati, costituiscono la base del lavoro di reporting ambientale. Solo metodi di raccolta riconosciuti e condivisi e come tali adeguati in termini di affidabilità e rappresentatività possono garantire la validazione dei dati prodotti e la loro migliore utilizzazione.

Una corretta definizione dell'obiettivo conoscitivo ed una metodologia di raccolta adeguata consentono infatti di configurare il dato come informazione ambientale.

Spesso la descrizione dello stato dell'ambiente che ci circonda e la variazione dei fenomeni ambientali vengono fatte sulla base di percezioni qualitative complessive non adeguatamente suffragate da un rigoroso approccio scientifico.

In particolare ciò può avvenire quando si affrontano tematiche eterogenee come quelle relative a biodiversità e paesaggio, che esigono necessariamente un approccio multidisciplinare.

Quando si vuol passare da una fase percettiva ad una più propriamente analitica ci si accorge che la massa di dati a disposizione non è equamente distribuita o qualitativamente omogenea e per taluni aspetti appare inadeguata alla descrizione del fenomeno.

Si è ritenuto pertanto utile una ricognizione delle metodologie di raccolta dati più comunemente accettate e condivise dal sistema scientifico in materia di biodiversità.

Per ciascun metodo è stata costruita una scheda informativa che ne descrive le principali caratteristiche ( area tematica, denominazione, descrizione, Istituzione di riferimento, unità di campionamento, tempistica, strumentazione, finalità della raccolta, indicatori collegati, rete di raccolta, utilizzatori, ecc. ).

Il manuale, senza voler assumere valenza scientifica, costituisce un utile strumento conoscitivo per il personale delle Agenzie ambientali e degli altri Enti ed Organismi impegnati in materia di tutela della biodiversità, sia in termini di validazione dei dati raccolti da altri che nell'ottica di una sempre maggiore capacità di produrre il dato in proprio.
Autori

B. Serra, A. Bari, S. Capocefalo, M. Casotti, D. Commodari, P. De Marco, A. Mammoliti Mochet, U. Morra di Cella, V. Raineri, G. Sardella, G. Scalzo, E. Tolve, C. Treves.

Data 2003
copyright ©

APAT - Agenzia per la protezione dell'ambiente e per i servizi tecnici

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