Pollini e spore aereodispersi
Introduzione
I pollini e le spore fungine rappresentano il principale fattore allergenico all’interno del particellato aerodiffuso, causa di disturbi, più o meno gravi alle vie respiratorie, che colpiscono oggi il 25% della popolazione italiana, colpendo sopratutto le fasce inferiori di età, come bambini e adolescenti.
Attraverso l’attivazione di due stazioni di monitoraggio, l’Arta avvia una rete di osservazione costante delle concentrazioni polliniche e delle spore fungine allergeniche aerodisperse. Per il momento il servizio interesserà le Province di Teramo e Pescara, con stazioni localizzate presso il S.I.R.A. di Atri e presso il Dipartimento Provinciale di Pescara. Nel prossimo futuro si pensa di estendere la rete a tutte e quattro le Province abruzzesi.
L’Agenzia ha intrapreso, inoltre, una preziosa e stretta collaborazione con la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di L’Aquila che è già storicamente attiva nel monitoraggio dei pollini e delle specie fungine, con una stazione localizzata a L'Aquila, in località S.Sisto. Tale collaborazione, pone le basi per la costruzione di una rete regionale integrata, che potrà essere ampliata in futuro con la partecipazione attiva di differenti enti gestori (ASL, Università, Associazioni, Privati,...) in modo da conoscere meglio le modalità di dispersione dei pollini e delle spore nella nostra regione.
Il servizio fornisce sia dati qualitativi che quantitativi, aggiornati con cadenza settimanale, attraverso la realizzazione di un bollettino periodico, pubblicato su questo sito e sulle pagine locali dei principali quotidiani, che fornirà utili informazioni in campo sanitario, al fine di effettuare una programmazione di interventi preventivi e terapeutici nei soggetti allergici. Agli utenti interessati, i dati potranno essere trasmessi per posta elettronica, previa richiesta ad info@artaabruzzo.it.
Tale attività, oltre ad un chiaro risvolto sanitario, potrà trovare interessanti applicazioni interdisciplinari e di salvaguardia dell’ambiente.
In particolare, lo studio dei pollini rappresenta una ricca fonte di informazioni:
- in campo botanico ed ecologico: attraverso una migliore conoscenza sulla fenologia locale delle piante, e della biodiversità delle specie vegetali.
- in campo agronomico: attraverso il controllo dei fitopatogeni che permette di ridurre l’utilizzo dei pesticidi, ed il controllo sulla diffusione nell’ambiente di Organismi Geneticamente Modificati;
- in campo meteorologico: attraverso una serie storica di dati, si può monitorare la variabilità della data di impollinazione delle piante e valutare l’influenza dei fenomenni legati ai cambiamenti climatici;
- per il turismo: la conoscenza delle specie floristiche locali, e dei loro tempi di fioritura, permettono una programmazione intelligente delle vacanze per il turista affetto da pollinosi, scegliendo il periodo meno critico, e la località più appropriata;
- in ambiente urbano: la stima della vitalità dei granuli pollinici permette una valutazione della qualità dell’aria nelle città, particolarmente compromessa dalla presenza degli inquinanti; tali informazioni risultano utili per una pianificazione del verde urbano più razionale, ed attenta alla salute del cittadino;
- in campo architettonico e beniculturali: attraverso la protezione e prevenzione dei danni ai beni artistici e monumentali, alle opere pittoriche, librarie, etc…
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