Notizie Arta

Pescara 04/08/2022

Arta, in Abruzzo le acque sono in ottima salute
immagine del mare

Il mare abruzzese, contrariamente a quanto riportato da alcuni organi di stampa di rilievo nazionale, gode di ottima salute. Dalla classificazione degli ultimi tre anni, infatti, emerge chiaramente la tendenza ad un miglioramento costante della qualità delle acque con un aumento di circa il 4% di quelle con classe “Eccellente” e della diminuzione di circa l’1% delle acque con classe “Scarsa”.

Ciononostante, nella classifica stilata dal Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente, sulla base del monitoraggio effettuato dal personale delle Agenzie regionali e delle province autonome per la protezione dell’ambiente, l’Abruzzo appare come fanalino di coda in relazione alla qualità delle acque di balneazione con il 71,9% di acque eccellenti.

Una posizione non veritiera, considerando la disomogeneità dei criteri e dei parametri di monitoraggio adottati dalle varie Regioni italiane che penalizza oltremodo l’Abruzzo, particolarmente attenta alla tutela e alla salute dei bagnanti grazie ad una rete di campionamento estremamente capillare. Basti considerare che, rispetto ad altre regioni come la Sicilia o la Toscana, che monitorano i propri litorali ogni 2/3 chilometri di costa, Arta Abruzzo effettua prelievi in 113 punti di campionamento su un totale di 130 chilometri di costa, ovvero, in media, circa un punto ogni chilometro.

Dall’analisi della mappatura delle aree individuate per il monitoraggio, inoltre, appare di tutta evidenza come molti dei punti siano prospicienti fossi, foci, fiumi e torrenti, luoghi dove le fonti di pressione di inquinanti microbiologici sono ovviamente più elevate.

“Possiamo affermare senza tema di smentita – ha dichiarato il direttore generale di Arta, Maurizio Dionisio – che le acque di balneazione abruzzesi sono di qualità eccellente. E riteniamo che la scelta di monitorare così capillarmente tutto il tratto di costa sia vincente e garantisca la massima tutela e salvaguardia della salute dei bagnanti”.

Pescara 04/08/2022

Arta Abruzzo, Discariche di Bussi: al via i primi sopralluoghi con Edison sul fiume Tirino
immagine di Bussi

Si è svolto ieri il primo sopraluogo in corrispondenza dei transetti fluviali del Tirino, da parte dei professionisti dell’Agenzia regionale per la tutela dell’ambiente (ARTA), congiuntamente con i rappresentanti della Società Edison S.p.A. e gli agenti della polizia provinciale di Pescara. La attività, prontamente poste in essere dai tecnici dell’Agenzia, si sono rese necessarie a seguito della nuova ordinanza emanata dalla Provincia di Pescara nei confronti di Edison, individuata questa volta come responsabile della contaminazione anche dei sedimenti sul fondo del fiume Tirino, risultati pesantemente contaminati a causa dei rifiuti tossici pericolosi stoccati nel corso degli anni nelle discariche 2a e 2b, di cui si attende la bonifica.

“Un sopralluogo disposto dall’ordinanza – ha dichiarato il direttore generale di Arta Abruzzo, Maurizio Dionisio – necessario per valutare ulteriori azioni di risanamento che la società Edison dovrà attuare d’intesa con Arta. Dopo aver riscontrato la contaminazione fino ad almeno 1,7 m di profondità nella carota dei sedimenti – ha affermato ancora l’Avv. Dionisio – d’ora in avanti si procederà a scavare ancor più in profondità per comprendere la gravità del danno e valutare quanto incisivi e radicali debbano essere gli interventi da porre in essere”. Gli interventi odierni in contraddittorio effettuati dai tecnici Arta ed Edison hanno riguardato le aree ricomprese nei transetti del fiume Tirino denominati T0 (in corrispondenza delle discariche 2A e 2B e aree limitrofe) e T5 (punto di prelievo antistante la centrale termoeletttrica Edison).

“Il mercurio risultato 24.000 volte oltre la soglia fissata dalla UE – ha detto ancora il direttore Dionisio – ed il Piombo che con una concentrazione di 4.020 mg/kg è fino a 40 volte lo standard, sono valori che destano grande preoccupazione. Pertanto, oltre alle attività routinarie, si sta valutando l’opportunità di mettere in campo ulteriori interventi attraverso nuove progettualità e specifiche linee di finanziamento per le aree pubbliche del SIN di Bussi”.

Pescara 14/07/2022

Avviso di mobilità interna

E' indetto un Avviso di mobilità interna riservata al personale a tempo indeterminato di Cat. D profilo "Collaboratore Amministrativo Professionale" per un'assegnazione temporanea e a tempo parziale presso il Distretto Provinciale di Teramo.

Maggiori informazioni sulla pagina del bando.

Pescara 07/07/2022

Consumo di suolo, L’Aquila la più virtuosa tra i capoluoghi di regione; presentato il primo rapporto SNPA che analizza i trend ambientali nell’arco di cinque anni, la differenziata cresciuta del 9,4% con un incremento del 1,2% nell’ultimo anno
immagine di L'Aquila

L’Aquila, nonostante la ricostruzione ancora in atto a seguito dell’evento sismico del 2009, vanta la più bassa percentuale di suolo consumato sul territorio comunale tra le città prese in esame. È quanto è emerso dal Rapporto “Città in transizione: i capoluoghi italiani verso la sostenibilità ambientale” curato dal Sistema nazionale di protezione ambientale (SNPA), che, per la prima volta, presenta una lettura dei trend ambientali delle 20 città capoluogo di regione e Bolzano, nell’arco temporale di 5 anni. Tre le chiavi di lettura individuate: vivibilità, circolarità e resilienza ai cambiamenti climatici, al fine di fotografare la transizione dei capoluoghi italiani verso la sostenibilità urbana.

Nel quinquennio analizzato, (2016-2020), il capoluogo abruzzese si attesta intorno al 5% di consumo di suolo, la più bassa percentuale tra i capoluoghi di regione, mentre con il 66% è Torino a detenere il valore massimo del campione, indice di una configurazione spaziale tendente alla saturazione, seguita da Napoli con il 62%.

“Ancora una volta – ha dichiarato il direttore generale di Arta Abruzzo, Agenzia regionale per la tutela dell’ambiente, Maurizio Dionisio – dal rapporto emerge la fotografia di un Paese ancorato a vecchi modelli di sviluppo legati a dinamiche territoriali basate su nuovi insediamenti. Nonostante il dato confortante riferito a L’Aquila – ha concluso il direttore Arta - anche l’Abruzzo ha degli elementi su cui porre attenzione, con un dato di consumo di suolo per il 2019 superiore a 53 ettari, mentre gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite chiedono di non aumentare il degrado del territorio al 2030 e quelli dell’Unione Europea prevedono di azzerare il consumo netto di suolo al 2050”.

Sul fronte della circolarità, il capoluogo d’Abruzzo mostra buone performance su diversi ambiti e una specifica criticità nel settore della mobilità e dei trasporti. In particolare, pur risultando ancora bassa la percentuale di raccolta differenziata nel 2019 (36,8%), nell’arco del quinquennio (2015-2019) si è rilevata una crescita costante, con un incremento pari al 9,4% e un +1,2% nell’ultimo anno.

Per quanto concerne la qualità dell’aria, se da un lato diminuiscono nel settennio 2013-2020 le concentrazioni di alcuni inquinanti, come il PM10 e il biossido di azoto, per l’ozono la tendenza di fondo non risulta statisticamente significativa e nel 2020 si osservano superamenti del valore a lungo termine in tutte le stazioni. Buona, invece, la performance relativa al trattamento dei reflui urbani: l’intero carico di acque è infatti risultato conforme alle norme di emissione previste nell’intero arco temporale (2009-2018).

A livello nazionale, il rapporto fotografa una mobilità più sostenibile con chilometri di piste ciclabili cittadine che raggiungono valori record a Torino, Milano e Bolzano, ma anche uno stile di vita più attento all’ambiente con l’aumento degli orti urbani in particolare a Napoli dove, dal 2011 al 2019, crescono del 1230%, da meno di un ettaro a circa 12. Significativi progressi si registrano nel cambio di mentalità sul concetto di rifiuto che da scarto è sempre di più concepito come una risorsa. Tra tutti i capoluoghi è Trento a raggiungere la percentuale più alta di raccolta differenziata, ma gli aumenti più importanti nel periodo 2015-2019 si registrano a Catanzaro (+577,1%), Potenza (+214,7%) e Palermo che, pur rimanendo ancora su valori al di sotto del 20% (17,4%), segna un aumento di circa il 115%.

C’è ancora molto da fare in ambito cittadino se si parla di fragilità del territorio e uso corretto del suolo: la popolazione residente in aree a rischio idraulico medio varia significativamente dalle 191 persone di Potenza a quasi 183 mila di Firenze, mentre il consumo di suolo avanza senza sosta in quasi tutti i capoluoghi e le infrastrutture verdi non segnalano incrementi significativi. A questi problemi si aggiunge anche il rischio sinkholes (o sprofondamenti) ormai presente in quasi tutte le città italiane con Roma che, con un totale di 1088 eventi dal 2010 al primo semestre del 2021, si conferma la capitale italiana ed europea delle voragini.

Tra le note dolenti anche quella delle perdite idriche, che nel 2018 restano sempre elevate nella maggior parte delle città campione con alcuni casi in cui i valori superano il 50%. Anche se con valori altalenanti, sono solo 8 le città che riducono le proprie perdite con in testa Napoli che passa dal 41,2% del 2012 al 31,6% del 2018. Si conferma, quindi, alto lo spreco di una risorsa naturale che, specialmente in questo 2022, vediamo sempre più minacciata dal cambiamento climatico.

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