Balneazione

L’Abruzzo ha 126 km di costa sul mare. Circa tre quarti della costa, dal Tronto al Foro, ha fondali bassi e sabbiosi, mentre il resto, a sud del Foro, ha un profilo caratterizzato da insenature tagliate da falesie e da calette con spiagge rocciose. C’è inoltre il lago di Scanno, che si trova nel Parco Nazionale d’Abruzzo, a 930 m di quota. Tutte queste acque possono essere fruite per la balneazione, a patto che la loro qualità non comporti un rischio per la salute dei bagnanti.

La disciplina per la gestione della qualità delle acque di balneazione è il D.Lgs. 116/08, che ha recepito la Direttiva 2006/7/CE. In applicazione del decreto 116/08 è stato poi emanato il D.M. 30/3/2010, che definisce tra l’altro i valori limite per Escherichia coli e Enterococchi intestinali, batteri che sono utilizzati come indicatori di rischio igienico-sanitario.

L’impianto della norma, infatti, non è di tipo ambientale ma di tipo sanitario. Se dai controlli si riscontrano dati “buoni” per un’area di mare, di lago o per un tratto di fiume, non si può dire con certezza che il mare, il lago o il fiume stiano bene dal punto di vista ecologico o ambientale. Questi ed altri aspetti riguardanti la balneazione delle acque sono presentati in una nota del Direttore tecnico dell’Arta, nella sezione l’ABC dell’ecologia.

Il controllo sulla qualità delle acque di balneazione viene garantito dalla sinergia tra i soggetti che hanno competenze o che svolgono attività sul tema:

  • il Ministero della Salute, che governa le azioni a livello nazionale;
  • la Regione, cui sono demandati i compiti di definizione dello stato di qualità delle acque e di pianificazione annuale;
  • i Sindaci, che sono le autorità sanitarie competenti ad emettere i provvedimenti di divieto di balneazione o di ripristino della balneabilità;
  • l’Arta, che esegue i campionamenti e le analisi secondo le direttive regionali e comunica tempestivamente ai Sindaci gli esiti dei controlli proponendo l’interdizione alla balneazione in caso di superamento dei limiti previsti.

L’aspetto centrale del controllo è la suddivisione della costa in aree (o tratti), al cui interno è individuato un punto di campionamento rappresentativo. Alla definizione della rete provvede la Regione, che predispone anche i “profili” delle acque, in cui si descrivono le caratteristiche fisiche, geografiche ed idrologiche, si definiscono gli impatti dovuti alle attività antropiche, le criticità e le misure adottate per il miglioramento della qualità e per la tutela dei bagnanti. Prima della stagione balneare, sulla scorta dei controlli dei quattro anni precedenti, la Regione classifica le acque emettendo i giudizi su ciascun tratto (la scala prevede i giudizi di eccellente, buono, sufficiente, scarso), individua le acque idonee alla balneazione e quelle non balneabili: zone critiche, foci dei fiumi, torrenti, aree portuali, eccetera.

Per la stagione attuale, la D.G.R. n. 148 del 10/3/2016 e la Determinazione DPC028/40 dell’8/4/2016, che rettifica l’allegato A2 della D.G.R. 148, definiscono la classificazione delle acque di balneazione, la durata della stagione balneare (per il 2016: dall’1/5 al 30/9) e il calendario dei controlli. Tutti i riferimenti normativi possono essere consultati sul Portale Qualità acque di balneazione della Regione Abruzzo.

Cosa fa l’Arta

Durante la stagione balneare l’Arta esegue i controlli attraverso campionamenti e analisi, acquisisce i dati meteomarini, verifica durante il sopralluogo l’assenza di materiali o sostanze che influiscono sulla qualità delle acque di balneazione e comportano un rischio per la salute dei bagnanti, cura l’informazione tempestiva verso i Sindaci e verso il Ministero della Salute e diffonde via web gli esiti dei controlli. Sul piano organizzativo, le attività sulla costa sono gestite dal Distretto di Pescara mentre i controlli sul lago di Scanno sono effettuati dal Distretto dell’Aquila.

I dati dei controlli sono consultabili attraverso l’applicazione web sulle Acque di balneazione realizzata da Arta sia in versione desktop che per smartphone. Gli stessi dati vengono comunicati al Ministero della Salute che li rende disponibili sul proprio Portale Acque. Sono disponibili, inoltre, i dati delle analisi degli anni 2001-2009, periodo nel quale erano vigenti altre norme.