Introduzione
L’umanità è sempre stata immersa in un "fondo"
elettromagnetico naturale: producono onde elettromagnetiche il Sole, le stelle,
alcuni fenomeni meteorologici (scariche elettrostatiche); la Terra stessa genera
un campo magnetico.
A queste fonti si sono aggiunte le sorgenti artificiali, tra cui gli apparecchi
televisivi, i forni a microonde, le linee dell’alta tensione, gli impianti
delle telecomunicazioni, i radar. L’insieme di tutte le possibili onde
elettromagnetiche, al variare della frequenza, viene chiamato spettro elettromagnetico.
Come si vede dalla figura lo spettro può essere diviso in due regioni:
radiazioni non ionizzanti (NIR = Non Ionizing Radiations) e radiazioni ionizzanti
(IR = Ionizing Radiations) a seconda che l’energia trasportata dalle onde
elettromagnetiche sia o meno sufficiente a ionizzare gli atomi, cioè
a strappar loro gli elettroni e quindi a rompere i legami atomici che tengono
unite le molecole nelle cellule.
Le radiazioni non ionizzanti comprendono le frequenze fino alla luce visibile.
Le radiazioni ionizzanti coprono la parte dello spettro dalla luce ultravioletta
ai raggi gamma.
E’ alle radiazioni elettromagnetiche non ionizzanti con frequenza
inferiore a quella della luce infrarossa che ci si riferisce quando si parla
di inquinamento elettromagnetico.
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