
Radon
Il radon, il cui simbolo chimico è Rn, è un gas naturale radioattivo. Più precisamente, il radon è un gas nobile. Come tale, è incolore, inodore, chimicamente inerte, moderatamente solubile in acqua. Esso è il più pesante dei gas nobili (numero atomico Z = 86, peso atomico A = 222 per l’isotopo principale e 219 e 220 per gli altri isotopi) ed ha i valori più alti di punto di fusione, punto di ebollizione, temperatura critica e pressione critica. La sua origine è naturale e deriva dall’Uranio 238 contenuto nella crosta terrestre, secondo la serie radioattiva che viene rappresentata in figura.
Il radon esala dal terreno e dai materiali da costruzione. Se rilasciato all’aperto viene rapidamente disperso e la sua concentrazione in aria si mantiene molto bassa. Quando dal terreno penetra all’interno degli edifici, d’altro canto, esso può accumularsi raggiungendo, in condizioni particolari, concentrazioni maggiori e che possono essere anche molto elevate.
I fattori che determinano il grado di concentrazione del radon di un edificio sono svariati: in primo luogo la natura geologica del terreno, poi il clima, le caratteristiche edilizie ed infine e non ultime le abitudini degli occupanti (con particolare riferimento alla frequenza di apertura delle finestre). Di frequente le concentrazioni maggiori si raggiungono ai piani più bassi – in particolare quelli a contatto diretto col terreno – e nei locali con scarso ricambio d’aria. Può comunque accadere di riscontrare concentrazioni non trascurabili anche ai piani superiori, in presenza di vie di accesso costituite da vani scala, cavedi, eccetera attraverso cui il gas può salire per convezione.
Il suo accumulo può rappresentare un potenziale pericolo per la salute poiché il radon è un agente cancerogeno responsabile di un aumento del rischio di tumore polmonare. La protezione della popolazione e dei lavoratori dall’esposizione al radon è perciò al centro di numerosi documenti tecnici e norme emanati dai maggiori organismi internazionali, nonché dalla Commissione Europea (norma 96/29/EURATOM), recepiti dalla legislazione italiana con il D.Lgs. n. 241 del 26/5/2000.
Sin dai primi anni 90, sono state effettuate indagini finalizzate alla determinazione della concentrazione di radon.
Negli anni 1991-1992 l’Istituto Superiore di Sanità e l’allora ENEA-DISP organizzarono la prima “Indagine Nazionale Radon”, che in Abruzzo coinvolse la città di Pescara (in quanto unico comune abruzzese con popolazione superiore a 100.000 abitanti), 5 comuni in provincia dell’Aquila (Pratola Peligna, Raiano, Barisciano, Lecce nei Marsi, San Vincenzo Valle Roveto) e Crecchio in provincia di Chieti, questi ultimi selezionati sulla base di criteri di mera casualità. Le misure di questa campagna furono effettuate dal P.M.I.P. della ASL di Pescara e coinvolsero un totale di circa 100 abitazioni. Il valore medio regionale risultò pari a 60 Bq/m3.
Successivamente, negli anni 1993-1995, fu eseguita un’indagine che coinvolse quasi tutti gli asili e le scuole materne della regione, con circa 500 edifici monitorati. Anche in questo caso le misure furono effettuate dal P.M.I.P. della ASL di Pescara.
Cosa fa l’ARTA
L’ARTA Abruzzo è impegnata da anni nella misura della concentrazione di radon nelle abitazioni ed in altri luoghi pubblici. Tale attività di monitoraggio, oltre a rispondere ad un obbligo di legge (individuazione delle zone a maggior rischio radon, ai sensi dell’art. 10 sexies del D.Lgs. 241/2000), fornisce dati utili alla caratterizzazione del fenomeno sul territorio.
Sinora l’ARTA ha condotto due campagne di monitoraggio. La prima, effettuata in convenzione con la Regione Abruzzo per gli anni 2005-2008, ha visto il monitoraggio di 1.245 edifici (in gran parte abitazioni) in quasi tutti i comuni abruzzesi. La campagna 2009-2012, tuttora in corso, ha prodotto sinora oltre 300 dati nei comuni di Ortona, Francavilla al Mare, Lanciano, Santa Maria Imbaro, Sulmona, Celano, Magliano de’ Marsi, Luco dei Marsi, Cerchio, Sante Marie, Balsorano, Castel di Sangro, Castel del Monte, Fagnano Alto, Barete, Prata d’Ansidonia, Martinsicuro, Crognaleto, Sant’Omero, Pescara, Tocco da Casauria, nonché altri dati derivanti da misure effettuate in abitazioni di famiglie residenti in altri comuni abruzzesi.
Al link seguente è disponibile per la visione e il download la relazione contenente i dati aggiornati ad aprile 2012.