Notizie Arta

Pescara 22/07/2015

Pesci boccheggianti a basse profondità: fenomeno naturale dovuto al gran caldo e più vistoso al tramonto

Riceviamo segnalazioni di consistenti banchi di pesciolini boccheggianti lungo la costa, a basse profondità. Tale comportamento è più vistoso al tramonto e, anche se non osservato, nelle ore notturne.

Esso è legato alla temperatura eccezionalmente alta dell'acqua, che fa cadere fortemente il contenuto di ossigeno disciolto. I pesci, infatti, respirano l'ossigeno molecolare presente nell'acqua, la cui solubilità dipende dalla temperatura: le acque fredde sono ben ossigenate, mentre le acque calde diventano progressivamente asfittiche. Il fenomeno segnalato è più evidente al tramonto perché le alghe microscopiche e macroscopiche presenti in mare riducono la fotosintesi man mano che diminuisce la luce solare e di conseguenza si abbassa ancor di più il contenuto di ossigeno nell'acqua.

I piccoli cefali in banchi arrivano boccheggianti sulla superficie dell'acqua per approvvigionarsi dell'ossigeno minimo vitale. La stessa strategia di sopravvivenza viene messa in pratica nei fiumi e non è raro che in quelli deprivati di buona parte della loro acqua per l'irrigazione o altri usi antropici si verifichino estese morìe di pesci per asfissia, specie nelle notti calde d'agosto e nei fiumi eccessivamente sfruttati dove non sia lasciato in alveo il deflusso minimo vitale

Pescara 17/07/2015

Precisazioni Arta sui controlli dei depuratori gestiti dalla Sasi: "Superamenti riscontrati e notificati nei termini di legge"

In riferimento alle dichiarazioni a mezzo stampa del presidente della Sasi (Società Abruzzese per il Servizio Idrico Integrato), secondo il quale l’Arta non avrebbe mai riscontrato all’uscita dei depuratori del gestore superamenti dei limiti chimici e batteriologici previsti dalla legge, si fa presente che nel 2013 l'Agenzia regionale per la tutela dell'ambiente ha effettuato 48 controlli sugli impianti di depurazione Sasi, da cui sono risultati 24 campioni con superamento dei limiti; nel 2014 dai 51 controlli svolti sono risultati 17 campioni con superamento dei limiti; infine, nei primi mesi del 2015, dai 20 controlli fatti dai tecnici sono risultati 3 campioni con superamento dei limiti (gli impianti sotto sequestro non sono stati più sottoposti a controllo).

Tutti i superamenti sono stati notificati alla Sasi nei termini di legge e trasmessi alla Provincia di Chieti per la sanzione di competenza.

Pescara 16/07/2015

Incendio discarica a Chieti, l’Arta ha reso noti ulteriori risultati sui campionamenti di aria

L’Arta ha completato ulteriori analisi su campionamenti di aria eseguiti nei pressi della discarica abusiva di Colle Marcone a Chieti, che ha preso fuoco nella notte tra sabato 27 e domenica 28 giugno scorsi. La relazione contenente gli esiti analitici è stata trasmessa a Prefettura, Corpo Forestale dello Stato, Assessorato regionale all’Ambiente, Azienda sanitaria locale di Lanciano-Vasto-Chieti e ai Sindaci di Chieti e Bucchianico per ogni provvedimento ritenuto opportuno a tutela della salute pubblica.

Pescara 14/07/2015

Il Direttore tecnico dell’Arta Giovanni Damiani sulla colorazione delle acque di mare antistanti il litorale Nord della costa teramana.

Da più di 10 giorni l’acqua di mare antistante il litorale Nord della costa teramana presenta una colorazione giallo-marrone. L’Arta segue la situazione dell’intero litorale marino-costiero della regione e ha effettuato prelievi di acqua di mare l’1 luglio 2015 sul litorale di Alba Adriatica e il 6 luglio sull’intera costa teramana. Dall’insieme delle rilevazioni ispettive ed analitiche si è evidenziato che la colorazione anomala dell’acqua è causata dalla proliferazione di alghe microscopiche monocellulari.

All’inizio il fenomeno è stato causato dalla crescita demografica di una diatomea, generalmente delle dimensioni di pochi micron, comune nel nostro mare e che se abbondante conferisce all’acqua una colorazione giallastra. Le diatomee possono secernere e rilasciare nell’acqua una sostanza oleosa naturale, innocua per l’uomo e che, anche se sgradevole, non compromette in nessun modo le caratteristiche per la balneazione.

Successivamente la diatomea è stata sostituita da una “fioritura” di peridinee o dinoficee, anch’esse alghe microscopiche per lo più unicellulari e flagellate, che rappresentano uno dei più importanti gruppi del plancton sia marino che d’acqua dolce. Nel caso in esame la densità media di popolazione algale è risultata di 4 milioni di cellule per litro (in Emilia-Romagna è stata trovata in passato anche qualche decina di milioni di cellule per litro, in acque particolarmente ricche di nutrienti azotati e fosfatici).

L’alga di cui trattasi non ha alcuna tossicità diretta per l’uomo e non incide sulla balneabilità, anche se rende l’acqua colorata di giallo-marrone. Dal momento che talune alghe microscopiche, in condizioni molto particolari di stress ambientale, potrebbero emettere tracce di biotossine che possono essere concentrate nei molluschi filtratori (cozze, telline e bivalvi in genere) in tali circostante soprattutto (ma sempre per le attuali disposizioni), l’unica precauzione da prendere è di non raccogliere e consumare molluschi (né crudi né cotti) in concomitanza di fenomeni eutrofici intensi e di non mangiare pesci pescati localmente e non eviscerati.

Sempre in data 6 luglio l’Arta ha effettuato il previsto monitoraggio mensile per la balneazione i cui risultati analitici sono consultabili attraverso PC sul sito Arta stesso, su smartphone con la nuova applicazione mobile sviluppata dall’Agenzia e sul Portale Acque del Ministero della Salute.

Nella settimana 6-12 luglio sono state evidenziate presenze di macro-alghe, a tratti, lungo il litorale abruzzese e il fenomeno ha assunto un’importante entità solo a sud del porto di Pescara. Si tratta della comune Ulva lactuca, conosciuta anche come lattuga di mare, un’alga della famiglia delle Ulvaceae, comune in Adriatico e in tutto il Mar Mediterraneo.

Anche questa proliferazione è causata dal caldo che incrementa l’attività metabolica (e quindi quella riproduttiva e di crescita), favorita anche dai nutrienti trasportati dal fiume Pescara. Si tiene a precisare che il fenomeno è naturale, non presenta rischi di sorta per l’uomo, si ripete da decenni ed è in diminuzione soprattutto da quando è stato ridotto o eliminato il fosforo dai detergenti: negli anni ’80 e ’90 il mare pescarese presentava ovunque distese formidabili di tali alghe. Tanta è stata in passato l’abitudine a questo fenomeno che Raffaello Celommi, nel 1936, ne trasse il dipinto “La raccolta della cischia”, che illustra la raccolta con il ricorso a carro e buoi sul litorale di Roseto degli Abruzzi.

dipinto Raffaello Celommi

Per curiosità possiamo dire che con la lattuga di mare molti popoli fanno comunemente un ottimo compost per l’agricoltura e che a Venezia si produce con essa una pregiata ed elegante carta-alghe.

La presenza di macroalghe è meno fastidiosa di quella delle micro-alghe perché le prime possono essere raccolte ed avviate al compostaggio o a smaltimento, cosa impossibile a farsi, ovviamente, con le alghe microscopiche. Il comune di Pescara, infatti, sta provvedendo alla ripulitura delle tonnellate di alghe spiaggiate nella zona sud.

Giovanni Damiani, Direttore tecnico Arta Abruzzo

Pescara 09/07/2015

Il Direttore Generale dell’Arta commenta il report di Goletta Verde sul mare abruzzese

«Se Goletta Verde avesse confermato per l’Abruzzo i dati positivi sulla balneazione riscontrati dall’Arta, molto probabilmente la sua “passeggiata sull’Adriatico” non avrebbe avuto tanta eco sulla stampa e di riflesso tra i cittadini, legittimamente sensibili all’argomento perché preoccupati per la propria salute, ma mai informati dai media dei dati positivi pubblicati dall’Agenzia».

Il Direttore Generale dell’Arta, Mario Amicone, commenta così il report annuale sullo stato del mare abruzzese che l’imbarcazione di Legambiente ha diffuso nei giorni scorsi nell’ambito del tour nazionale. Contestualmente il Direttore risponde alle critiche mosse all’Arta per le puntualizzazioni tecniche sulla qualità delle acque costiere regionali fornite a qualche organo di stampa e fa un plauso ai rappresentanti delle istituzioni che si attengono, sia nelle dichiarazioni che nei provvedimenti amministrativi, ai dati ufficiali dell’Agenzia.

«Se così non fosse – osserva Amicone – sarebbe del tutto inutile l’impegnativa macchina organizzativa che parte dal Ministero della Salute e coinvolge le Regioni e le strutture abilitate del Sistema nazionale di protezione ambientale, in primis le Agenzie regionali, per assicurare il monitoraggio continuo e capillare delle acque di balneazione a salvaguardia della salute dei cittadini, con riflessi diretti sull’economia regionale a cominciare dal turismo. Da aprile a settembre di tutti gli anni – sottolinea il Direttore – l’intera struttura dell’Arta viene letteralmente travolta dall’emergenza “balneabilità”, con il personale, già di per sé carente, che viene inevitabilmente e inderogabilmente dirottato su questa attività da altri servizi di controllo ambientale che sono altrettanto importanti per la tutela del territorio e della salute pubblica. Se dovesse avere più credito il verdetto sul mare di Goletta Verde – conclude provocatoriamente Amicone – sulla cui attendibilità scientifica preferisco non esprimermi, si potrebbe togliere tale gravoso e delicato servizio istituzionale all’Arta, che potrebbe così dedicarsi ad altre priorità, lasciando tutte le attività e le responsabilità connesse nelle mani di Legambiente».

Pescara 07/07/2015

Incendio discarica Chieti: l’Arta ha comunicato i risultati delle prime analisi sulle acque di spegnimento

L’Arta ha completato il primo ciclo di analisi effettuate sui campioni di acqua di spegnimento – quantitativamente esigua – impiegata per estinguere l’incendio dello scorso 28 giugno a Chieti, evento noto come “incendio nella discarica abusiva di Colle Marcone”.

Le analisi eseguite hanno riguardato la ricerca di metalli pesanti; è in corso la ricerca di microinquinanti organici, quali ad esempio solventi e policlorobifenili, e sono in fase di espletamento gli accertamenti riferiti ai campionatori passivi disseminati nell’area dell’incendio per valutare la qualità dell’aria rispetto a inquinanti “marcatori” come l’acido cloridrico.

Riguardo alle polemiche che hanno investito l’Agenzia, non si può far altro che replicare che i dati ambientali sono determinati e forniti utilizzando standard e unità di misura in uso nel mondo scientifico e in tutte le Agenzie Ambientali del pianeta. Certamente, il linguaggio tecnico impiegato può a volte risultare incomprensibile a chi non è addentro alla materia o, magari, fa finta di non esserlo per puro spirito polemico.

L’Arta adempie sempre all’obbligo di fornire i dati, quando questi sono ufficiali, ed è sempre disponibile a fornire ogni spiegazione quando richiesto. Chiunque abbia partecipato alle operazioni per domare l’incendio della discarica può confermare che, nella prima fase, non vi era ruscellamento di acque di spegnimento; di contro, una volta iniziato il ruscellamento e non appena è stato possibile raccoglierle, queste sono state prontamente campionate e analizzate dai tecnici dell’Agenzia.

Per tutto il resto dovrebbero parlare i fatti e le istituzioni coinvolte.

Si allegano i risultati delle analisi sulle acque di spegnimento per la ricerca dei metalli pesanti e una galleria fotografica dei campionamenti.

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