Notizie Arta

Pescara 24/08/2015

Intossicazione a L’Aquila: l’Arta esegue le analisi sui funghi raccolti e consumati

In data 14/08/2015, nel Comune di Rocca di Mezzo (AQ), 4 persone che avevano manifestato sintomi d’intossicazione a seguito del consumo di funghi raccolti nei boschi limitrofi, sono state trasportate presso il Presidio Ospedaliero di Avezzano. Tempestivamente i residui della pulitura fungina sono stati consegnati al Centro Micologico Regionale del Distretto Provinciale ARTA ABRUZZO di l’Aquila per l’esecuzione di analisi volte ad evidenziare la tossicità delle specie raccolte e consumate. Dalle analisi è emersa la presenza di diversi esemplari appartenenti al genere Boletus,di cui uno riconducibile alla Sezione dei Luridi, buona parte dei quali possono generare sintomi di tipo gastroenterico. È stata inoltre evidenziata un’altra specie, riconducibile al genere Russula,verosimilmente R.olivacea, implicata anch’essa in problematiche di tipo gastroenterico. Ogni anno, nei periodi favorevoli alla fruttificazione fungina è abbastanza frequente che raccoglitori inesperti confondano funghi tossici con quelli commestibili.

Pescara 02/08/2015

Rottura condotta fognaria via Raiale a Pescara: Arta non è stata allertata per fare i prelievi in mare

In riferimento alle dichiarazioni di Berardino Fiorilli dell’Associazione “Pescara - Mi Piace” sulla rottura della condotta fognaria in via Raiale a Pescara, la Direzione dell’Arta ribadisce ancora una volta che l’Agenzia non programma i prelievi delle acque marine per la balneabilità a sua discrezione, ma è obbligata ad effettuarli, con le relative analisi, nei giorni e nei punti stabiliti dal programma di monitoraggio della Regione Abruzzo, verificato e seguito dal Ministero della Salute. Le ripetizioni di rito scattano esclusivamente quando si registrano superamenti dei limiti di legge.

Si precisa altresì, a scanso di equivoci e per opportuna conoscenza di chi ignora o finge di ignorare i compiti e le attività dell’Arta, che l’Agenzia è ovviamente impossibilitata a presidiare in modo capillare e in tempo reale l'intera regione, quindi nel caso della rottura della condotta fognaria di via Raiale non era a conoscenza dell'accaduto e non poteva intervenire se non su richiesta espressa dell'amministrazione comunale o di altri organi di vigilanza del territorio.

Pescara 22/07/2015

Pesci boccheggianti a basse profondità: fenomeno naturale dovuto al gran caldo e più vistoso al tramonto

Riceviamo segnalazioni di consistenti banchi di pesciolini boccheggianti lungo la costa, a basse profondità. Tale comportamento è più vistoso al tramonto e, anche se non osservato, nelle ore notturne.

Esso è legato alla temperatura eccezionalmente alta dell'acqua, che fa cadere fortemente il contenuto di ossigeno disciolto. I pesci, infatti, respirano l'ossigeno molecolare presente nell'acqua, la cui solubilità dipende dalla temperatura: le acque fredde sono ben ossigenate, mentre le acque calde diventano progressivamente asfittiche. Il fenomeno segnalato è più evidente al tramonto perché le alghe microscopiche e macroscopiche presenti in mare riducono la fotosintesi man mano che diminuisce la luce solare e di conseguenza si abbassa ancor di più il contenuto di ossigeno nell'acqua.

I piccoli cefali in banchi arrivano boccheggianti sulla superficie dell'acqua per approvvigionarsi dell'ossigeno minimo vitale. La stessa strategia di sopravvivenza viene messa in pratica nei fiumi e non è raro che in quelli deprivati di buona parte della loro acqua per l'irrigazione o altri usi antropici si verifichino estese morìe di pesci per asfissia, specie nelle notti calde d'agosto e nei fiumi eccessivamente sfruttati dove non sia lasciato in alveo il deflusso minimo vitale

Pescara 17/07/2015

Precisazioni Arta sui controlli dei depuratori gestiti dalla Sasi: "Superamenti riscontrati e notificati nei termini di legge"

In riferimento alle dichiarazioni a mezzo stampa del presidente della Sasi (Società Abruzzese per il Servizio Idrico Integrato), secondo il quale l’Arta non avrebbe mai riscontrato all’uscita dei depuratori del gestore superamenti dei limiti chimici e batteriologici previsti dalla legge, si fa presente che nel 2013 l'Agenzia regionale per la tutela dell'ambiente ha effettuato 48 controlli sugli impianti di depurazione Sasi, da cui sono risultati 24 campioni con superamento dei limiti; nel 2014 dai 51 controlli svolti sono risultati 17 campioni con superamento dei limiti; infine, nei primi mesi del 2015, dai 20 controlli fatti dai tecnici sono risultati 3 campioni con superamento dei limiti (gli impianti sotto sequestro non sono stati più sottoposti a controllo).

Tutti i superamenti sono stati notificati alla Sasi nei termini di legge e trasmessi alla Provincia di Chieti per la sanzione di competenza.

Pescara 16/07/2015

Incendio discarica a Chieti, l’Arta ha reso noti ulteriori risultati sui campionamenti di aria

L’Arta ha completato ulteriori analisi su campionamenti di aria eseguiti nei pressi della discarica abusiva di Colle Marcone a Chieti, che ha preso fuoco nella notte tra sabato 27 e domenica 28 giugno scorsi. La relazione contenente gli esiti analitici è stata trasmessa a Prefettura, Corpo Forestale dello Stato, Assessorato regionale all’Ambiente, Azienda sanitaria locale di Lanciano-Vasto-Chieti e ai Sindaci di Chieti e Bucchianico per ogni provvedimento ritenuto opportuno a tutela della salute pubblica.

Pescara 14/07/2015

Il Direttore tecnico dell’Arta Giovanni Damiani sulla colorazione delle acque di mare antistanti il litorale Nord della costa teramana.

Da più di 10 giorni l’acqua di mare antistante il litorale Nord della costa teramana presenta una colorazione giallo-marrone. L’Arta segue la situazione dell’intero litorale marino-costiero della regione e ha effettuato prelievi di acqua di mare l’1 luglio 2015 sul litorale di Alba Adriatica e il 6 luglio sull’intera costa teramana. Dall’insieme delle rilevazioni ispettive ed analitiche si è evidenziato che la colorazione anomala dell’acqua è causata dalla proliferazione di alghe microscopiche monocellulari.

All’inizio il fenomeno è stato causato dalla crescita demografica di una diatomea, generalmente delle dimensioni di pochi micron, comune nel nostro mare e che se abbondante conferisce all’acqua una colorazione giallastra. Le diatomee possono secernere e rilasciare nell’acqua una sostanza oleosa naturale, innocua per l’uomo e che, anche se sgradevole, non compromette in nessun modo le caratteristiche per la balneazione.

Successivamente la diatomea è stata sostituita da una “fioritura” di peridinee o dinoficee, anch’esse alghe microscopiche per lo più unicellulari e flagellate, che rappresentano uno dei più importanti gruppi del plancton sia marino che d’acqua dolce. Nel caso in esame la densità media di popolazione algale è risultata di 4 milioni di cellule per litro (in Emilia-Romagna è stata trovata in passato anche qualche decina di milioni di cellule per litro, in acque particolarmente ricche di nutrienti azotati e fosfatici).

L’alga di cui trattasi non ha alcuna tossicità diretta per l’uomo e non incide sulla balneabilità, anche se rende l’acqua colorata di giallo-marrone. Dal momento che talune alghe microscopiche, in condizioni molto particolari di stress ambientale, potrebbero emettere tracce di biotossine che possono essere concentrate nei molluschi filtratori (cozze, telline e bivalvi in genere) in tali circostante soprattutto (ma sempre per le attuali disposizioni), l’unica precauzione da prendere è di non raccogliere e consumare molluschi (né crudi né cotti) in concomitanza di fenomeni eutrofici intensi e di non mangiare pesci pescati localmente e non eviscerati.

Sempre in data 6 luglio l’Arta ha effettuato il previsto monitoraggio mensile per la balneazione i cui risultati analitici sono consultabili attraverso PC sul sito Arta stesso, su smartphone con la nuova applicazione mobile sviluppata dall’Agenzia e sul Portale Acque del Ministero della Salute.

Nella settimana 6-12 luglio sono state evidenziate presenze di macro-alghe, a tratti, lungo il litorale abruzzese e il fenomeno ha assunto un’importante entità solo a sud del porto di Pescara. Si tratta della comune Ulva lactuca, conosciuta anche come lattuga di mare, un’alga della famiglia delle Ulvaceae, comune in Adriatico e in tutto il Mar Mediterraneo.

Anche questa proliferazione è causata dal caldo che incrementa l’attività metabolica (e quindi quella riproduttiva e di crescita), favorita anche dai nutrienti trasportati dal fiume Pescara. Si tiene a precisare che il fenomeno è naturale, non presenta rischi di sorta per l’uomo, si ripete da decenni ed è in diminuzione soprattutto da quando è stato ridotto o eliminato il fosforo dai detergenti: negli anni ’80 e ’90 il mare pescarese presentava ovunque distese formidabili di tali alghe. Tanta è stata in passato l’abitudine a questo fenomeno che Raffaello Celommi, nel 1936, ne trasse il dipinto “La raccolta della cischia”, che illustra la raccolta con il ricorso a carro e buoi sul litorale di Roseto degli Abruzzi.

dipinto Raffaello Celommi

Per curiosità possiamo dire che con la lattuga di mare molti popoli fanno comunemente un ottimo compost per l’agricoltura e che a Venezia si produce con essa una pregiata ed elegante carta-alghe.

La presenza di macroalghe è meno fastidiosa di quella delle micro-alghe perché le prime possono essere raccolte ed avviate al compostaggio o a smaltimento, cosa impossibile a farsi, ovviamente, con le alghe microscopiche. Il comune di Pescara, infatti, sta provvedendo alla ripulitura delle tonnellate di alghe spiaggiate nella zona sud.

Giovanni Damiani, Direttore tecnico Arta Abruzzo

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