Notizie Arta

Pescara 26/07/2016

Agenzie ambientali, pubblicata la Legge che istituisce il Sistema nazionale di protezione ambientale. Il commento dei vertici Arta.

Sulla Gazzetta Ufficiale, Serie generale, n. 166 del 18 luglio 2016 è stata pubblicata la Legge 28 giugno 2016 n. 132, “Istituzione del Sistema nazionale a rete per la protezione dell'ambiente e disciplina dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale”. La legge entra in vigore il 14 gennaio 2017. Nei successivi centottanta giorni le Regioni e le Province autonome dovranno recepire nei propri ordinamenti le disposizioni della norma, tra cui spicca la definizione dei LEPTA, i livelli essenziali delle prestazioni tecniche ambientali.

Il Direttore Generale dell’Arta Abruzzo, Mario Amicone, esprime «soddisfazione, fiducia e ottimismo per gli effetti che la nuova normativa avrà, una volta a regime, sulle attività di tutte le Agenzie ambientali e dell’Ispra. La legge – prosegue – che è stata fortemente voluta, sostenuta e partecipata da Assoarpa ed Ispra, crea una rete funzionale tra tutte le Agenzie, con Ispra cabina di regia per l’indirizzo e il coordinamento, e istituisce anche per l’ambiente i LEPTA, cioè i livelli essenziali delle prestazioni tecniche ambientali, come i LEA per la Sanità. Uniforma inoltre tutte le procedure, ambientali e non, e sicuramente, per poter garantire i LEPTA su tutto il territorio nazionale, determinerà un livellamento, spero verso l’alto, della qualità dei servizi e delle prestazioni ambientali, nonché un rafforzamento del sistema dei controlli ambientali, con più trasparenza e informazioni per i cittadini».

Il Direttore dell’Arta sottolinea che «la nuova disciplina avrà automaticamente l’effetto “traino” di incrementare la sensibilità e l’interesse ambientale in tutte le regioni, ciascuna delle quali sarà costretta a destinare maggiori risorse alla propria Agenzia per evitare di essere il fanalino di coda di un sistema interagenziale a rete, che dovrebbe operare all’unisono per garantire i LEPTA in modo uniforme e coordinato. I numeri e l’operato di ogni nodo della rete saranno evidenti, nel bene e nel male, a livello nazionale. Quelli che non funzionano saranno avvertiti pubblicamente come elemento di debolezza e criticità del sistema».

«A fronte di questi obiettivi comuni e condivisi – osserva – desta però perplessità la clausola dell’invarianza finanziaria prevista dall’art. 17, secondo la quale le “amministrazioni pubbliche interessate provvedono all’attuazione della presente legge con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente”». A detta di Amicone, tale disposizione andrebbe meglio e diversamente interpretata ed applicata, in quanto «ad una prima lettura sembrerebbe in contraddizione con gli obiettivi citati perché non permetterebbe ad Agenzie come l’Arta, in cronico affanno per carenza di risorse umane, strumentali e finanziarie, di adeguarsi al livello di qualità della rete».

Un plauso alla legge 132 arriva anche dal Direttore Tecnico dell’Arta, Giovanni Damiani, per il quale «i sistemi a rete consentono una maggiore specializzazione e la realizzazione di centri di eccellenza di riferimento nazionale, aspetto assai importante per attività che richiedono alte professionalità dedicate e strumenti ad elevato livello tecnologico, dei cui costi di acquisto e gestione dovrà farsi carico ogni singola Regione proprio a testimonianza dell’interesse per l’ambiente e il miglior funzionamento della propria Agenzia. I modelli organizzativi a rete – evidenzia Damiani - permettono inoltre maggiore cooperazione, interscambio, sono più stabili e più adeguati per l’applicazione del principio di sussidiarietà. Avremo finalmente Agenzie più autonome, meno regionali e piu’ nazionali».

Pescara 26/07/2016

Fitodepurazione, al via la stesura condivisa della "Carta d'Abruzzo"

Il 19 maggio scorso l’Arta ha organizzato a Pescara il seminario scientifico nazionale intitolato “La fitodepurazione delle acque di scarico. Tecniche naturali di depurazione (constructed wet lands): tecnologie adeguate per il risanamento ambientale e per un futuro sostenibile”, patrocinato dall’ISPRA e dalle quattro Province abruzzesi.

Hanno collaborato, con propri tecnici, oltre all’ISPRA, l’istituto Superiore di Sanità, la Sogesid - consulente del Ministero dell’Ambiente del Territorio e del Mare, l’ENEA, la Regione Toscana, le Amministrazioni Provinciali, gli Enti gestori del Servizio idrico Integrato (SASI, SACA, Gran Sasso Acque, Ruzzo Reti) e numerosi esperti di progettazione di impianti di fitodepurazione di enti pubblici, soggetti privati e associazioni no-profit, tutti con particolare esperienza nel settore.

Su sollecito dei relatori e del numeroso pubblico intervenuto (oltre 250 persone!) è nata l’idea di produrre la “Carta d’Abruzzo sulla fitodepurazione”, contenente i concetti cardine per incentivare l’utilizzo di impianti di fitodepurazione sul territorio regionale e nazionale.

Arta ha provveduto a redigere la bozza del documento, articolato in 28 punti, che si sottopone all’attenzione degli esperti in materia a vari livelli per apportare eventuali correzioni, modifiche o integrazioni finalizzate alla stesura della versione definitiva ufficiale da diffondere.

Pescara 25/07/2016

Qualità dell’aria di Atessa, l’Arta pubblica la prima relazione annuale dopo la riattivazione della centralina di monitoraggio nella zona industriale.

L’Arta ha pubblicato la prima edizione del Rapporto sulla qualità dell’aria, zona industriale di Atessa, relativa all’anno 2015. Il rapporto è stato predisposto dalla Sezione “Emissioni in atmosfera e qualità dell’aria” del Distretto di Chieti e riassume un anno di monitoraggio effettuato con la centralina di misurazione che l’Arta ha riattivato nella zona industriale.

Rimandando alla relazione per tutti i dettagli, ricordiamo sinteticamente che la stazione misura le concentrazioni di polveri sottili PM10, benzene, toluene, xilene e monossido di carbonio. Essa, ovviamente, dispone anche dei sensori meteo e di tutti gli apparati software e hardware necessari per la raccolta, l’elaborazione e la trasmissione dei dati.

Per tutti gli inquinanti si è registrato il rispetto degli indicatori di legge, anche in presenza di incrementi negli ultimi mesi dell’anno, su cui ha pesato anche la flessione della velocità del vento, che nei mesi di novembre e dicembre, ha registrato i valori minimi dell’intero anno come medie mensili.

Per quanto riguarda i composti aromatici si è osservata, mancanza di sincronia negli andamenti delle loro concentrazioni: ciò dimostra che i contribuenti non sono solo i processi di combustione ma sono anche gli impieghi di solventi e diluenti da parte delle aziende industriali prossime alla stazione di rilevamento. Le polveri sottili PM10 non hanno fatto registrare particolari criticità: solo una volta nell’anno la concentrazione ha superato il limite di 50 microgrammi per metro cubo, evento certamente legato a fenomeni di trasporto di polveri sahariane, fenomeni che hanno interessato anche altre regioni e che si sono avuti anche per la presenza di venti dominanti di notevole intensità provenienti proprio dal quadrante SO-SSO.

I dati rilevati hanno anche mostrato una flessione delle concentrazioni degli inquinanti nell’arco orario 10-17, flessione favorita dall’innalzamento dell’intensità di venti provenienti dalla costa adriatica. L’analisi dei dati rispetto alla settimana, invece, evidenzia una notevole flessione delle concentrazioni di Toluene m-p Xilene nel fine settimana, andamento che è legato al calo delle attività produttive nei giorni di sabato e domenica. Peraltro, ad ulteriore conferma, nei fine settimana la presenza in atmosfera dei composti aromatici monitorati (Benzene, Toluene e m-p Xilene) rispetta rapporti e sincronia tipici dei processi di combustione autoveicolare.

Con la pubblicazione di questo documento si chiude così il cerchio di una promessa fatta dall’Arta al territorio. Tutti, soprattutto i cittadini della Val di Sangro, ricordano che la centralina nella zona industriale di Piazzano di Atessa, di proprietà della Provincia di Chieti, era stata gestita dal Consorzio Mario Negri Sud fino ad alcuni anni orsono e fu poi disattivata per ragioni economiche. L’Arta, raccogliendo l’invito del Comune di Atessa, nonostante le difficoltà tecniche ed economiche, è però riuscita a riattivare la centralina e a riavviare le misure, grazie soprattutto allo sforzo dei tecnici e ad un oculato programma di razionalizzazione delle risorse. Altro aspetto di grande rilievo, che dà ulteriore importanza all’azione dell’Arta e dell’amministrazione comunale, è che questa centralina è stata inserita nella rete regionale di monitoraggio della qualità dell’aria come unica postazione regionale di tipo industriale.

Pescara 19/07/2016

Qualità dell’aria, l’Arta chiarisce le ragioni della riduzione delle centraline a Pescara.

Registriamo prese di posizione critiche per la riduzione delle “centraline Arta” per il rilevamento della qualità dell’aria e diverse richieste di chiarimenti, sul medesimo argomento, da parte di cittadini. Con la presente nota l’Agenzia fornisce al pubblico tutte le notizie che risultano utili a riguardo.

1) Le centraline che hanno operato storicamente a Pescara, finanziate nell’ambito del Piano Regionale per la Tutela dell’Ambiente 1994-96, sono di proprietà del Comune e non dell’Arta. L’Agenzia, con i propri tecnici e con l’ausilio di una ditta specializzata nella manutenzione delle apparecchiature, ne ha assicurato esclusivamente, con cura, tutta la filiera dell’esercizio.

2) In applicazione del D.Lgs. 155/2010, il sistema di monitoraggio della qualità dell’aria è di competenza regionale e viene esteso all’intero Abruzzo. Tale legge prevede l’ottimizzazione dei costi di gestione (notevoli) e la razionalizzazione e/o riduzione del numero di stazioni fisse di monitoraggio, spingendo verso l’impiego di sistemi alternativi: ciò significa, in estrema sintesi, poche centraline, posizionate in modo adeguato, analisi dei dati e utilizzo di modelli matematici idonei, alimentati dai dati stessi. Si fa presente che la Regione è in procinto di varare definitivamente la Rete regionale dell’Abruzzo, assumendosi gli oneri economici della gestione, ed è anche in interlocuzione per affidare tutta la gestione tecnica all’Arta.

3) Nel territorio urbano della città di Pescara, prima della realizzazione della rete regionale, erano in funzione sette stazioni di monitoraggio: sei di proprietà del Comune e una – quella di viale Bovio – di proprietà dell'Arta, ad essa ceduta una decina di anni fa dalla Provincia, che ne aveva curato l’acquisto e il posizionamento anni prima.

4) Nel corso degli anni alcuni analizzatori della stazione di viale Bovio (strumentazione anni '90) hanno avuto una naturale obsolescenza, tanto da renderne estremamente difficoltosa e onerosa la manutenzione. Inoltre, dopo l’attivazione della centralina, la postazione è divenuta non più rispondente ai requisiti tecnici di posizionamento delle stazioni fisse perché accanto alla centralina il Comune ritenne necessario attivare un semaforo. Si sottolinea che questo fatto non ha mai inficiato in alcun modo il valore o l’attendibilità dei dati rilevati dalla centralina nel tempo. I dati rilevati non sono però idonei a rappresentare il grado di esposizione media della popolazione agli inquinanti da traffico per tutta l’area urbana. In parole più semplici: la stazione di viale Bovio descrive ciò che accade in quel punto ma non si può riferire quella rappresentazione all’intera area urbana. Per questo, nel processo di riorganizzazione della rete nell’ottica del D.Lgs. 155/2010, l’Arta ha ritenuto corretto dal punto di vista tecnico-economico dismettere questa stazione.

5) Nella progettazione della rete regionale per il monitoraggio dell’inquinamento atmosferico sono state assegnate alla città di Pescara tre centraline, scelte fra quelle storicamente operanti nella rete comunale, ed è risultato necessario dismetterne altre tre. Le tre stazioni che “rimangono” perché inserite nella rete regionale di monitoraggio sono numericamente in linea con lo standard nazionale. A titolo di esempio si riferisce che Roma, con 13 centraline, ha una stazione ogni 204 mila abitanti; Milano ha una centralina ogni 150 mila abitanti.

6) Sono state così confermate quelle di via Firenze e di via Sacco, che transitano nella rete regionale, perché in base al disposto del D.Lgs. 155/2010 nei due luoghi esse hanno rilevato più di 35 superamenti del limite giornaliero (fissato in 50 microgrammi/m3) del PM10 e quindi non possono essere escluse dalla rete regionale. La motivazione della conferma della stazione di Teatro d’Annunzio, invece, è legata al fatto che l’Arta, sempre sulla base dei dati storici, la ritiene la più rappresentativa per le caratteristiche della qualità dell’aria del fondo urbano sul territorio cittadino di Pescara.

7) Dai dati rilevati e dalle relazioni redatte annualmente si evince che le stazioni di viale Bovio, corso Vittorio Emanuele, viale D’Annunzio e piazza Grue hanno registrato un numero di superamenti minore rispetto alle altre del comune di Pescara e quindi non sono state individuate come “prioritarie” da mantenere.

8) Per le tre stazioni della rete comunale non inserite nella rete della Regione il Comune non ha ritenuto di dover rinnovare il contratto di manutenzione stipulato con Project Automation (da poco scaduto). Da qui la loro dismissione.

9) Rispetto ad affermazioni del tipo “proprio non si riesce a comprendere come di fronte a un malato grave, quale certamente è l’aria di Pescara, invece di stabilire e somministrare le medicine migliori, si preferisce ridurre il numero dei termometri”, diffuse dalla presidente del Wwf Chieti-Pescara, rispondiamo che se uno o al massimo due termometri sono sufficienti per misurare se un paziente ha la febbre e di quale entità, è inutile procurarsene altri: vi sono già elementi di diagnosi sufficienti per programmare una terapia (il che non è di competenza dell’Arta, ente deputato alle misure). Dobbiamo riconoscere che Pescara ha avuto per due decenni una centralina per ogni 17 mila abitanti, situazione di assoluto rilievo nazionale e che quando si è affermato in passato che era tra le città più inquinate d’Italia o addirittura d’Europa, non si considerava che i controlli sono stati serratissimi, a differenza di altre realtà considerate più pulite in assenza di dati di pari dettaglio.

10) Infine, teniamo a chiarire che gli episodi di inquinamento atmosferico e le ondate di cattivi odori che si verificano nell'aria a Chieti Scalo, più volte monitorati con l’ausilio del Laboratorio mobile dell’Arta e con prelievi, dipendono da fattori altamente specifici che non possono essere rilevati compiutamente sotto il profilo tecnico con gli strumenti in continuo di cui sono dotate le centraline automatiche. Sarebbe un inganno verso la popolazione sostenere il contrario, dal momento che occorrono ben altri sistemi di campionamento e analisi di Laboratorio. Nel territorio teatino, pertanto, le centraline della rete regionale sono state ubicate a Chieti Scalo (scuola Antonelli) oltre che in alcune aree della provincia (Francavilla, Ortona, Atessa, San Giovanni Teatino – quest’ultima per il rilevamento dei parametri meteo). Per la situazione particolare dell’inquinamento di origine industriale di Chieti Scalo, si fa presente che l’Arta continua la propria azione di monitoraggio e controllo, commisurata ovviamente alla disponibilità di personale, strumenti e risorse di cui è messa in condizione di poter disporre.

Il Direttore Generale, Mario Amicone
Il Direttore Tecnico, Giovanni Damiani
Il Dirigente della Sezione “Qualità dell’aria ed Emissioni in Atmosfera” del Distretto Territoriale Arta Chieti-Pescara, Sebastiano Bianco

Pescara 15/07/2016

Cambio codici IBAN bancari Arta.

A seguito della dell’approvazione del progetto di fusione per incorporazione delle proprie Controllate Banca Tercas e Banca Caripe s.p.a. da parte della Banca Popolare di Bari, a partire dal 18 luglio 2016 i codici IBAN intestati all'Arta saranno i seguenti:

  • TESORERIA - IT 24 R 05424 04297 000050391185
  • SEDE CENTRALE - IT 32 V 05424 15410 000050282364
  • DISTRETTO DI PESCARA - IT 35 T 05424 15410 000050282263
  • DISTRETTO L'AQUILA - IT 13 D 05424 15410 000050282768
  • DISTRETTO TERAMO - IT 26 Z 05424 15410 000050282566
  • DISTRETTO SUB-PROV. DI SAN SALVO -IT 29 X 05424 15410 000050282465
  • DISTRETTO DI CHIETI - IT 16 B 05424 15410 000050282667

Pescara 14/07/2016

Legionella, confermato dalla Regione il ruolo di riferimento del laboratorio del Distretto dell’Aquila.

Il Presidente della Regione, nella sua qualità di Commissario per il risanamento del sistema sanitario regionale, con il Decreto n. 68 del 5/7/2016 ha nuovamente individuato il laboratorio del Distretto Arta dell’Aquila come laboratorio regionale di riferimento per la diagnosi ambientale della legionellosi. La conferma di questo ruolo, che ormai si è consolidato negli anni, rappresenta un’ulteriore testimonianza della capacità di mettere a sistema le risorse conoscitive, tecniche e analitiche della nostra Agenzia con le strutture sanitarie regionali, che tante volte hanno usufruito del supporto del laboratorio del Distretto aquilano nella lotta alle patologie legate alla presenza di legionella.

Con lo stesso decreto 68/2016 è stato recepito l’accordo della Conferenza Stato-Regioni (seduta del 7/5/2015) sul documento recante le Linee guida per la prevenzione ed il controllo della legionellosi.

Pescara 04/07/2016

Balneazione, la Regione cambia la denominazione di un punto di prelievo a Martinsicuro.

La Regione Abruzzo, su richiesta del Comune di Martinsicuro, ha disposto una modifica nella denominazione del punto di prelievo per le acque di balneazione identificato con il codice IT013067047002. Questo punto, in precedenza denominato “Zona antistante scarico ditta VECO”, mantiene le stesse coordinate stabilite nella D.G.R. 148 del 103/2016 e assume la denominazione “Punto antistante Lungomare Europa”. Le informazioni e i riferimenti sulla balneazione (norme, calendario dei prelievi, procedure, metodi di campionamento e analisi, ecc.) si trovano nella pagina dedicata alla balneazione.

Pescara 23/06/2016

Balneazione, a 48 ore dai prelievi Arta trasmetterà i risultati analitici "negativi" anche alle Capitanerie di Porto

Nell'ottica della più completa collaborazione tra le istituzioni competenti nella salvaguardia della salute pubblica legata alla qualità delle acque marine e allo scopo di dare efficacia, riscontro e concretezza a tutte le attività di prevenzione e repressione portate avanti dai vari enti, il Direttore Generale dell'Arta Mario Amicone ha disposto con apposito provvedimento che entro il termine prescritto di 48 ore dall'ultimo prelievo i risultati analitici "negativi" relativi ai controlli sulle acque di balneazione vengano trasmessi dall'Agenzia non solo ai sindaci interessati, ma anche al Compartimento Marittimo competente per territorio. Le Capitanerie di Porto, nell'ambito dell'operazione "Mare Sicuro" programmata a livello nazionale e in corso anche in Abruzzo, potranno così vigilare sul puntuale adempimento degli obblighi in capo ai diversi enti preposti al governo e al controllo delle acque di balneazione.

Area dipendenti

Cedolino telematico Web mail
Ambiente Informa

Analisi acque di balneazione

Balneazione

Catasto elettromagnetico regionale

Link utili Elenco sorgenti
Pubblicazioni

Reporting

Tutti i documenti
prodotti da Arta

Pubblicazioni
WebGIS

Arta e territorio

Informazioni georeferenziate

WebGIS Arta
Caratterizzazione porto di Pescara

Porto Pescara

Caratterizzazione
dell'area portuale

Documenti
Sezione Regionale Catasto Rifiuti

Sezione Regionale Catasto Rifiuti

Schede per comunicazioni semestrali (DGR 778/10)

1° semestre 2016
Scadenza 31/07/2016

Download